Ho conosciuto Don Saroglia quando avevo 11 anni (nel lontano1956). Lui veniva nella nostra Parrocchia San Paolo a Cascine Vica per predicare “Le Missioni”. Quest’anno, proprio a 50 anni dalle “sua missione” avremo 50 tra frati e suore che saranno qui a Novembre per “evangelizzare” la nostra parrocchia. Trovo molto bello associare queste due missioni…. Dicevo …avevo 11 anni la prima volta che incontrai Don Ugo: fu un incontro che segnò per sempre la mia vita! Ricordo che lo aspettavo al termine della sua predicazione per parlargli delle mie difficoltà in casa….i primi contrasti giovanili con i genitori ecc.ecc. Lui mi accarezzava e i infondeva quel coraggio e fiducia di cui avevo bisogno. Iniziò poi una regolare corrispondenza (conservo gelosamente tutte le sue lettere) che inviavo al Santuario della Consolata, dove lui era rettore. La crisi “religiosa” arrivò a 14 anni e rimasi lontana dalla Chiesa per molti anni. A 21 anni partii per l’Inghilterra e poi per la Germania. Fu in questo periodo che ripresi contatto con lui : ricevevo sempre delle lettere confortanti e che mi esortavano ad andare avanti, ma MAI mi spinse per tornare alle pratiche religiose. Una volta tornata in Italia andai a trovarlo al Selvaggio e lì conobbi i suoi due angeli custodi: Suor Maria e la Sig,na Elsa. La nostra Amicizia divenne molto profonda e praticamente il Selvaggio e Don Saroglia hanno segnato TUTTI i momenti salienti della mia famiglia. Io non ho una famiglia mia, quindi intendo dire papà, mamma e fratello. Don Saroglia è stato presente SEMPRE, in modo particolare in un momento molto delicato della mia vita segnata da una difficile decisione e finita, purtroppo, con un aborto. Quante volte ho pianto con lui…..nelle sue braccia di un caro Papà, sempre pronto a capire, a perdonare, MAI a giudicare…..Lentamente mi ha fatto ritrovare la mia “strada” e con grande aiuto di Suor Maria, con la quale feci un pellegrinaggio indimenticabile in Terra Santa, la pecorella smarrita è tornata a casa….. Gli anni che seguirono furono sempre “accompagnati” dalla sua presenza : quante volte è intervenuto per placare gli animi dei miei genitori….ricordo che una volta li ha persino fatti dormire al Selvaggio…perché non volevano saperne di fare pace….. Poi ci furono tutti gli anniversari più belli : i 40, 45, 50, 55 anni di matrimonio dei miei, sempre celebrati al Selvaggio… Don Ugo mi ha sempre accompagnata per “mano” in tutte le scelte difficili della mia vita, ma sempre con discrezione, senza mai imporsi. Ho avuto il grande “dono” di essere presente al suo capezzale nelle sue ultime ore di vita: eravamo in tre…inginocchiati per terra a pregare….ricordo l’arrivo di Mons. Saldarini…la sua ultima benedizione… l’ultimo respiro…. Grazie Don Saroglia per TUTTO quanto sei stato e SEI per me. Intercedi presso la Tua carissima Madonna perché aiuti la mia mamma in questa sua grave malattia e accompagnala nel momento del trapasso: vieni a prenderla quando sarà la sua ora e portala dal Babbo che ci ha lasciate due anni fa…. Chissà se adesso continua a raccontarti le barzellette che ti facevano tanto ridere….. Sarei felice, un giorno, saperli accanto a Te! Grazie, grazie, grazie, grazie……………la preghiera ci unisce SEMPRE. Con infinita riconoscenza, la tua Adelaide T. (Cascine Vica -TO- 15 Ottobre 2006)
Aidelaide T.
Nel lontano 1992 attraversai un periodo molto difficile della mia vita, tutto era buio, non avevo più voglia di combattere e purtroppo neppure di vivere. Persi 15 Kg di peso. Non dormivo più e solo il pensiero di affrontare un nuovo giorno lavorativo mi angosciava, ma dovevo farlo perché avevo una famiglia da mantenere. Dottori, pastiglie, gocce per tranquillizzarmi e dopo finito l’effetto tornava tutto come prima, se non peggio. Una mia cliente si accorse del mio problema e mi disse: “ Maurizio, al santuario del Selvaggio c’è un santo sacerdote che ti aiuterà, ne sono sicura”. Io le risposi: “ Lei sa che sono venti anni che non metto piede in una chiesa, bestemmio molto ed è un grande peccato, non posso andarci, non ce la faccio”. Sempre peggio, la mia situazione si aggravò e mi sentii sempre più vuoto interiormente. Presi la macchina, mollai il lavoro e mi diressi a Selvaggio, ma dentro mi me incominciò una battaglia indescrivibile. Entrai in chiesa, aspettai seduto fuori dalla sacrestia e quando fu il mio turno dalla porta che si aprì vidi un uomo di fronte a me con un viso splendente di luce che guardandomi fisso con occhi compassionevoli mi disse:” Carissimo siediti, cosa ti è successo?”.Scoppiai a piangere, lui mi ascoltò in silenzio, accarezzò la mia testa e mi confessò, ad un certo punto Don Saroglia mi interruppe dicendomi:” Maurizio il Signore ha perdonato tutti i tuoi peccati, ora sei libero. Questa sera quando arrivi a casa fai un sorriso a tua moglie e a tuo figlio, butta tutte le medicine e prendi questa”. Mi mise fra le mani la sua corona del rosario e mi congedò dicendomi:” Carissimo ti aspetto, non temere, il Signore e la sua Mamma ti aiuteranno”. Tornai a casa, feci come disse ma non riuscii a dormire, i pensieri della mia vita trascorsa e di tutti gli errori che avevo compiuto erano troppo angoscianti. Dal giorno seguente però la mia vita cambiò ed iniziai ad essere felice, riacquistai pian piano la mia forma fisica, ma la cosa più importante che ritrovai fu “La fede”, quella vera che ti fa essere felice per le cose più semplici, come quando ero bambino e dicevo le preghierine insegnate dalla nonna prima di addormentarmi convinto che qualcuno lassù mi ascoltava. Lui c’era allora, c’è adesso e ci sarà sempre, ero io che mi ero scordato di Lui. Abbandonai le corse automobilistiche, e iniziai e gareggiare per il Signore. Trovai la forza di andare due volte in mezzo alla guerra a portare dei viveri ed iniziai a vedere ciò che prima il mio egoismo e la mia superbia mi nascondevano, le vere sofferenze del mondo. Mi sembrava impossibile eppure era vero il Signore mi aveva mandato al Selvaggio dove un angelo mi attendeva. Don Saroglia ed io diventammo molto amici, gli servii la messa sino alla sua salita al cielo. In lui ho sempre trovato la verità, l’amore e la disponibilità spirituale con tutti e quella materiale con persone molto in difficoltà, senza che nessuno venisse a saperlo, perché era quella la sua vera e sincera sensibilità. Grazie Don Saroglia per tutto quello che hai rappresentato per me. Queste sono le verità che ho visto e vissuto e che voglio condividere con tutte le persone che ti hanno conosciuto, ma soprattutto raccontare a chi non ha avuto la fortuna d’ incontrarti sul suo cammino. Con affetto Maurizio S. (Villarbasse -TO- 21 Giugno 2006)
Maurizio S.
Non potrò mai dimenticare colui che mi ha vista nascere, ha raccolto le mie lacrime di gioia, di sposa, di madre. Lui che sempre mi diceva "Chi semina nel pianto raccoglie nella gioia", ti guardava negli occhi e leggeva nel cuore. Lui nostro padre per eccellenza... non può non aiutarci dal Paradiso: prima della sua morte ci disse: "Potrò aiutarvi molto di più quando sarò dall'altra parte". Sono passati 8 anni da quel 6 Luglio 1998 ma vive in me il tuo ricordo. Quanta sofferenza provo nel non poterti più parlare e sentire la tua voce... Ora che avrei ancora tanto bisogno di te ! Stammi accanto e parla al mio cuore. Tu che amavi Maria Santissima intercedi per me e i miei figli, fa che Lei da dolce mamma parli ai nostri cuori e li illumini nei momenti più bui della nostra vita. Sulla tua tomba prego ogni giorno e guardando la tua foto prego come tu mi hai insegnato: “O SIGNORE, HO BISOGNO DI TANTE COSE, MA PER ORA TE NE CHIEDO SOLO TRE: LA TUA LUCE, CHE ILLUMINI I MIEI PASSI SUI TUOI SENTIERI; LA TUA FORZA, PERCHE' I TUOI SENTIERI SONO TUTTI IN SALITA; IL TUO AMORE, PERCHE' NON VORREI SALIRE DI MALA VOGLIA, MA CON UNA SCINTILLA DI ENTUSIASMO ED UNA GOCCIA DI GIOIA, PER NON SCIUPARE NEPPURE UN BRICIOLO DEL MIO PATIRE. GRAZIE O SIGNORE ! GUIDAMI SEMPRE NELLA VITA COME UN TUO PICCOLO FIGLIO, CHE HA BISOGNO DI TUTTO, MA SOPRATTUTTO DI TE !” Con affetto, MONICA A. Torino, 10 Giugno 2006
Monica A.
Non ho avuto il privilegio di parlare e avvicinarmi a lui direttamente, ma per circa 10 anni ogni domenica mattina con mia moglie e mia figlia, anche con il cattivo tempo e la neve, siamo stati attratti dalla figura di Don Saroglia. Delle sue omelie non si perdeva una parola, erano parole piene di amore, di fede che penetravano nell'animo e ci rendevano più sereni. Si usciva dalla chiesa con la gioia dentro il cuore e il viaggio in auto da Cascine Vica non pesava. Il Santuario di Selvaggio è molto bello e si prova una sensazione di pace. Ora andiamo a messa qui a Cascine Vica, ma quando ci rechiamo a Selvaggio ci accorgiamo che nel Santuario si respira una atmosfera diversa e la nostra mente non può fare a meno di ricordare Don Saroglia. Grazie per questo bel sito che ci fa riascoltare e vedere Don Saroglia: quando parla lui sembra che il tempo voli e si vorrebbe continuare ad ascoltarlo. Grazie Don Saroglia. Lorenzo Cascine Vica, 5 Settembre 2010
Lorenzo
Mi chiamo Patty Ho conosciuto Don Ugo Saroglia il 12/4/1989 ma non ci fu solo quella volta. Nei periodi freddi la Chiesa grande di Giaveno era piuttosto freddina e Don Saroglia aveva sempre nelle tasche o tra le mani un fazzoletto bianco per il suo naso raffreddato Faceva tenerezza. Mi colpì molto la sua semplicità, il saper parlare al cuore della gente , la sua purezza , il suo amore verso il prossimo. Il primo libricino che mi regalò fu " L' Imitazione di Cristo".Lo consiglio a tutti. Nei momenti + bui della mia vita leggendo alcune pagine in particolare ho sentito quella pace interiore che vorresti trattenere per sempre dentro di te. Quella serenità che non vorresti mai perdere Credo sia un momento magico che provano anche coloro che vanno in coma eppoi ritornano alla vita ...e non vorrebbero + ritornare, nonostante tutti i cari che li attendono . Vorrebbero seguire la luce, quella pace che solo Dio può donare nel modo e nel momento in cui lui solo decide Ma ho avuto l a fortuna di avere anche il libro che ha scritto proprio Don Ugo Saroglia dal titolo : "Vogliamo vedere Gesù " e lo custodisco con cura da anni Ma di questo ne parlerò nella mia prossima testimonianza Ora voglio solo dire Grazie , Grazie di esistere Don Saroglia. Perché tu sei con noi tutti e per sempre perché vivi nei nostri cuori. Che tu possa da lassù darci la tua benedizione e il tuo aiuto per la sconfitta del male nel mondo e la vittoria del bene nella lotta finale Con tanta stima Patty T. 09 21 Settembre 2009
Patty T.
Vorrei dare pubblica testimonianza di quanto mi è accaduto il giorno 15 gennaio 2007 durante la funzione vespertina al santuario N.S. di Lourdes di Selvaggio in Giaveno, provincia di Torino. Quella sera con mio marito mi recai al santuario per assistere alla S. Messa celebrata in onore di San Paolo Eremita fondatore dell’ ordine che ora presiede dopo il compianto e mai dimenticato Mons. Ugo Saroglia. I padri in questa occasione(ogni anno), rinnovano i voti di fronte ai fedeli che devotamente assistono alla sacra funzione. Mi trovavo seduta al mio solito posto , afflitta ormai da circa due anni da dolori fastidiosi agli occhi, non riuscivo a concentrarmi nella preghiera . Continuamente toglievo gli occhiali e non potendo stare senza ero costretta a chiudere gli occhi, inoltre la luce fievole delle lampade della chiesa mi abbagliava e di conseguenza ero costretta a volgere lo sguardo verso gli angoli più scuri; oltre a questo il dolore agli occhi non mi permetteva di fissare per un tempo costante qualsiasi cosa o persona senza posa. Era diventato per me un martirio quotidiano. Tutto questo è perdurato per circa due anni con un notevole costo economico causa di continue visite oculistiche. Quella sera guardai padre Vladimiro, rettore del santuario, con tanta commozione vidi che indossava gli occhiali per leggere il sacro rito sul messale, mi guardai intorno e vidi tanti uomini e donne anziane più di me che tranquillamente indossavano i loro occhiali. Mi nacque spontanea una preghiera : “ Don Saroglia, tu che ora sei in cielo e vedi certamente la Madonna pregala per me e dille di farmi vedere !!” . Dopo ciò non ci pensai più e con gli occhiali in mano mi recai a ricevere la sacra particola, terminata la funzione mi fermai a pregare. Quando uscimmo dalla chiesa mi accorsi che eravamo soli in questa bella sera d’ inverno; era un incanto e mi sentivo avvolta in un manto. Mio marito che mi precedeva mi invitò a salire in macchina ,anche se ero rapita da quell’ incanto. “ Sai ” dissi “ Qui è sempre bello (anche se non c’ è più Don Saroglia ) io qui ,sento la presenza della Madonna ”. Così felice e con un indescrivibile pace, tornai a casa per la cena. Come tutte le mamme, andai subito in cucina a preparare la cena per la mia famiglia; intanto erano trascorse circa due ore. Improvvisamente mi resi conto che non avevo tolto più gli occhiali da quando avevo fatto la comunione, non dissi nulla e per otto giorni portai gli occhiali tranquillamente senza alcun disturbo. Ora sono passati quattro mesi dal fatto e sto bene grazie a Dio, alla Vergine Santa e a Don Ugo Saroglia che certamente ha pregato per me, sua piccola figlia spirituale. Grazie Anna Maria Badalamenti (Torino - 11 Giugno 2007)
Anna Maria Badalamenti
Mi chiamo Maria e abito a Torino, non ho il computer e tramite la mia amica voglio dare la mia testimonianza raccontando uno dei tanti incontri con DON SAROGLIA : UN GIORNO DI MAGGIO – all’incirca 1995 – salii con il pulman a Giaveno, venne a prendermi la mia amica e data la confidenza e il mio volto LEI PENSO’ di portarmi subito da DON SAROGLIA. Lui ci accolse festoso ed io avevo la morte nel cuore, la morte di mio marito, la sofferenza di mia figlia , i miei mali fisici, come sempre mi ascoltò e rassicurò ed ebbi la sensazione che LUI vedesse mio marito in pace ..Don Saroglia ti dava davvero la pace perduta. Ad un tratto la mia amica disse “ ho sognato che ritiravo una croce” .. silenzio… il caro Don Saroglia si flesse la sotto e dopo poco tirò fuori una croce di bronzo, quelle che stanno scatolate su tombe o altari manifestando GESU’ IN CROCE.. La porse alla mia amica e disse “ era questa ? “.. Si! disse, proprio identica e la abbraccio’..Lui disse “ e voi prendete le croci degli altri ?” Si!, rispose la mia amica.. se ho sognato questo la devo prendere! Di colpo venni avvolta da uno stato di gioia e consolazione da dimenticare i miei dolori , povero Don vecchio e stanco piangeva senza rumore e noi due attorno a lui fuse e piangenti sembravamo abbracciare tutti e tre quella croce. Non ho mai dimenticato quell’incontro cosi’ particolare. Andammo a casa della mia amica, curiosamente felici e lei non staccava il corpo dalla croce, la croce avuta da DON , dal suo DON come lo chiama ancora adesso.. Nei giorni successivi seppi anche che la croce manifestò un calore esaltante di cui furono testimoni due religiosi.. Durò pochi giorni ma per la mia amica e per me fu un grande segno di amore, IL CRISTO era giunto a noi attraverso L’AMATO DON SAROGLIA ,un uomo santo capitato nella mia vita per consolarmi.. In fede Maria R. (Torino 22 Giugno 2006)
Maria R.